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SPECIALE PERSONE SILENZIOSE – CREDITS

Posted in Uncategorized on marzo 26, 2010 by sadjack

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Posted in Uncategorized on marzo 24, 2010 by sadjack

Posted in Uncategorized on gennaio 21, 2010 by sadjack

Posted in Uncategorized on gennaio 20, 2010 by sadjack

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Posted in Uncategorized on gennaio 19, 2010 by sadjack

Posted in Uncategorized on dicembre 9, 2009 by sadjack

Luca,persona silenziosa

Posted in Uncategorized on novembre 20, 2009 by sadjack

Persone Silenziose è un disco che è venuto fuori in un momento particolare della mia vita artistica poiché è il disco che è uscito subito dopo il grande successo popolare che avevo avuto con l’album precedente che mi aveva fatto vivere una nuova emozione,una trasformazione della mia vita che in qualche modo forse mi ha dato tanta gioia ma che mi ha fatto anche riflettere e mi ha anche “spaventato”.Un momento particolare sia della mia vita personale che artistica e non a caso è venuto fuori un album molto diverso dal percorso di successo che sembrava partito con Intanto Dustin Hoffman fino ad arrivare al terzo album Luca Carboni,perché Persone Silenziose è risultato album molto più intimo e che tornava quasi ad una radice molto più cantautorale ma in cui allo stesso tempo ho fatto anche degli esperimenti musicali. E così nello stesso disco andavano a braccetto la ricerca di un nuovo tipo d’intimismo sia nei testi che nelle melodie e alcuni meccanismi molto classici cantautorali come per esempio il musicare una poesia famosa come quella di Prevert così come aveva già fatto Fabrizio De Andrè con l’Antologia di Spoon River,insomma Persone Silenziose è stato un album di sterzata rispetto agli standard dei miei primi tre lavori.
Ho dei ricordi molto precisi di questo disco in quanto ci sono varie cose che sono successe intorno alla sua nascita:intanto quello è stato l’album per registrare il quale sono entrato per la prima volta nello studio di Mauro Malavasi senza però lavorare con lui,dopo tre dischi registrati alla storica Fonoprint di Bologna,mentre lo studio di Mauro in quel periodo era appena stato aperto,quindi una dimensione di lavoro e un’atmosfera completamente nuova per me;con Persone Silenziose inoltre sono uscito dalla produzione artistica di Roberto Costa e mi sono trovato a coprodurre il disco insieme a Bruno Mariani che è un grande chitarrista e che aveva suonato nei miei dischi precedenti ma con il quale non avevo mai impostato un lavoro di produzione.Quindi è stato un album di grande novità anche nella sua costruzione,non a caso è un disco che ha sonorità diverse dai tre precedenti proprio perché c’era tutta una serie di meccanismi nuovi,musicisti diversi,fonico diverso,studio diverso e la voglia di cercare di vivere una nuova esperienza.Sentimentalmente è stato un album molto importante per me,perché ha segnato anche l’incontro con Marina,la persona che sta ancora con me,di conseguenza ricordo quel periodo anche da questo punto di vista con molto piacere poiché l’ho vissuto in studio anche con lei che in qualche modo è stata un po’ fonte d’ispirazione e anche di consigli di produzione.

Mentre stavo scrivendo Persone Silenziose,avevo conosciuto il fotografo Luigi Ghirri.Ero stato in precedenza ad alcune sue mostre,poi conoscendoci ci siamo anche incontrati e frequentati,nonostante lui non fosse di Bologna ma di un paesino vicino Reggio.Quando si è trattato di pensare alla copertina dell’album,ho pensato di fare alcune foto,un servizio fotografico con lui e magari utilizzare una sua foto per la copertina del disco che avevo appena finito di scrivere.Una volta realizzato il servizio però,avevo la sensazione che il disco avesse bisogno di qualcosa di diverso e così un giorno durante i lavori di mixaggio,guardando un po’ tutti i miei schizzi che facevo ai margini dei fogli dei testi,mi è venuta l’idea di andare a recuperare tutti questi disegnini e di proporre a Luigi di lavorare graficamente su queste bozze.Insieme a lui e a sua moglie provammo a mettere insieme questo puzzle che alla fine convinse tutti,nonostante le iniziali perplessità “da fotografo” di Luigi e la voglia da parte mia di omaggiare comunque la sua arte fotografica.Alla fine si scelse la strada più originale dei disegnini in copertina e si decise invece di utilizzare le foto all’interno dell’album.
In Persone Silenziose c’è molto di me,lo ritengo molto autobiografico e le persone di cui si parla nei testi sono persone che in qualche modo fanno parte di me e che penso di comprendere,che possono riassumersi nella mia sensibilità.
Primavera è senz’altro una delle canzoni autobiografiche,legata ai miei ricordi,all’emozione della primavera nella mia città,il ricordo di frasi di mia madre,il mio modo di guardare il mondo e le cose.
Te che non so chi sei è una canzone su un’altra parte di me,delle paure che potevo vivere in quel momento nelle riflessioni proprio legate alla trasformazione che la mia vita in quel momento aveva subito in modo dirompente e traumatico.
Ci sono canzoni come Le case d’inverno in cui ci sono sensazioni legate ai ricordi della mia infanzia,della casa dei miei.Il brano Persone Silenziose invece è dedicato a tutti coloro che in qualche modo sento che sono simili a me,almeno in una parte molto profonda di me.
Purtroppo questo non è stato un disco tanto suonato dal vivo e l’ho abbastanza trascurato nel tempo visto che le uniche canzoni suonate più spesso sono state essenzialmente Primavera,Persone Silenziose e I ragazzi che si amano.Un po’ mi dispiace di non averle eseguite live,però spesso ho lasciato da parte questi brani perché risultano molto intimi e molto difficili anche da realizzare e che possono dal vivo perdere il loro potere emotivo che invece traspare dal disco.Ci sono brani che preferisco non suonare nei concerti solamente per il fatto che li affronto con un certo pudore e se non vengono esattamente come li ho in mente preferisco lasciarli da parte.Devo dire che,facendo un excursus, mi è dispiaciuto forse nei momenti piano-voce non aver cantato spesso Le case d’inverno che è un pezzo che mi piace particolarmente e lo suono spesso a casa al pianoforte,oppure Solo un disco che gira, che è un pezzo che può risultare forte dal vivo anche come possibilità di arrangiamenti e comunque credo che da qui in avanti inserirò più canzoni di quest’album nei prossimi concerti.

Il Persone Silenziose Tour ha segnato la novità per me di immergermi nel concerto in un modo nuovo,come nei tour precedenti non accadeva.E’ stato infatti il mio primo tour prettamente teatrale mentre in quelli precedenti eravamo partiti dalle discoteche,per passare poi ai teatri,ai palazzetti e così via,in una soluzione molto più ibrida rispetto a quella che è stata per il tour del 1990.Quello di Persone Silenziose è stato quindi il primo tour per il quale mi sono trovato per la prima volta a curare anche l’aspetto scenografico,cosa che non avevo mai fatto prima,un’altra esperienza nuova che mi ha dato tante soddisfazioni ed era quasi fin troppo teatralizzato visto che c’era attenzione non solo alla musica e agli arrangiamenti,ma anche a creare in qualche modo una “storia” sul palco.
Per finire,posso dire che Persone Silenziose è stato un disco che risultò per scelta mia meno facile,ma era il disco che sentivo in quel momento e che deluse le aspettative della casa discografica perché vendette un po’ meno del disco precedente,quindi suscitò anche un po’ di perplessità,sembrava quasi un passo indietro in quel momento,invece a distanza di anni rimane forse uno dei dischi più amati tra tutti quelli che ho pubblicato,questo per dire che a volte il risultato immediato non è per forza la cosa assoluta da ricercare.Pensavo di aver pubblicato qualcosa d’importante,ma non ho avuto un grande riscontro nell’immediato,anche nelle radio,all’epoca, i singoli passarono in rotazione molto poco poiché non erano considerati nemmeno tanto radiofonici,ma alla fine Persone Silenziose è stato uno degli album che è arrivato più in profondità;delle volte nel proprio percorso musicale si subiscono condizionamenti esterni in nome del successo immediato,invece molte volte le cose hanno bisogno di un loro percorso e questo è forse il più importante insegnamento che questo disco mi ha trasmesso.

Luca Carboni.